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Riunioni nelle case

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Visita nei territori aquilani terremotati – 13 aprile 2009Dopo la scossa terribile del 6 aprile, abbiamo subito desiderato partire per raggiungere le zone colpite dal disastro. Stabilita la data del 13 (Pasquetta), alcuni fratelli della chiesa dell’Olgiata insieme alla chiesa di Fidene e al “Sostegno della vita” hanno preparato il viaggio con due pulmini carichi di ogni bene. L’obiettivo del viaggio era in primis di sostenere e incoraggiare i fratelli dell’Aquila, ma anche di visitare i paesi per così dire “ai margini” del terremoto, dove pur non avendo subito vittime, la gente è comunque sfollata perché le case non sono sicure. In particolare, da Rocca di Cambio, il paese più alto dell’Appennino (oltre 1400 metri) ci è giunta una richiesta di 30 sacchi a pelo per affrontare il rigore della notte. In modo straordinario, riusciamo a procurarcene 27 a un grande magazzino prima della chiusura per le feste pasquali. La partenza alle 6,30 dalla chiesa di Fidene. E’ una mattina calda, siamo in dieci. Si arriva all’Aquila verso le 8. Lo scenario delle prime abitazioni aquilane è desolante: palazzine sventrate, crepe profonde negli edifici, mentre altri apparentemente, e come per scherzo agli altri più sfortunati, sono intatti. Scendiamo dai mezzi, e siamo contenti di aver portato vestiti pesanti: fa freddo. La tendopoli blu montata dalla protezione civile circonda la tenda bianca delle “Assemblee di Dio” di Roma Torrevecchia, piantata per prima al centro nella Piazza d’Armi, a conforto della popolazione. Che bella e luminosa testimonianza! La gente sembra tranquilla, passeggia fra i padiglioni, bambini giocano a palla. L’incontro con i fratelli e col giovane pastore Roberto Vella e sua moglie è commovente, ci ringraziano per la visita. I fratelli hanno accumulato un bel po’ di generi di prima necessità, e quindi non hanno bisogno del nostro carico, anzi ci offrono loro una generosa colazione. Per cui, dopo un breve riposo e qualche cantico insieme con la chitarra, ripartiamo. Il tempo è variato, comincia una pioggerellina fredda. Arriviamo a Rocca di Cambio verso le 10. Il paese è apparentemente intatto, ma il parcheggio a fianco di un albergo svela una tendopoli dove la popolazione si è stanziata. Ci incontriamo con l’assessore Alessio, da noi contattato, che ci accoglie con grande calore. Scarichiamo i sacchi a pelo e qualche altro scatolone, ma ci rendiamo conto che hanno già molto materiale. Comincia a fare davvero freddo, la pioggerellina reca un’umidità che entra nelle ossa. E’ l’assessore stesso ad indicarci un paese, Terranera, dove sembra che gli aiuti non siano ancora sufficienti. Prima dunque di recarci là, passiamo per la tendopoli del paese. Gli stessi abitanti hanno innalzato un loro tendone e hanno impiantato una efficiente cucina da campo. Ci dividiamo per distribuire a tutti le copie del Nuovo Testamento eccezionalmente e gratuitamente forniteci dai “Gedeoni”; in particolare, gli anziani mostrano di gradire molto le copie in formato grande, di migliore lettura. Il sindaco ci saluta con grande affabilità, ringraziandoci per i sacchi a pelo, vera unica difesa contro le temperature vicine allo zero della notte, augurandoci di rivederci in tempi migliori: è davvero una zona molto bella, qui vicino ci sono i famosi impianti sciistici di Campo Felice. Dopo aver fornito ai pochi bambini presenti dei palloncini con la scritta “Gesù ti ama” e salutati i nostri amici, ripartiamo. Terranera. Questo paese è piccolino, una ventina di tende blu sono allineate in due file parallele. Qui non hanno un granchè, sotto un tendone giacciono coperte e vestiti usati e davvero poco utilizzabili. Mentre scarichiamo olio, pannolini, tonno, fagioli, latte a lunga conservazione, bevande, insomma tutto il carico alimentare e non, la giovane e simpaticissima Jessica dissemina tutto il campo con i palloncini Gesù ti ama, ponendone uno all’ingresso di ogni tenda. Sembra come se il Signore in persona stesse visitando questo luogo. Francesco, da noi individuato come responsabile, ci mostra una tenda che funge da riparo e piccolo refettorio. Le nostre sorelle tirano fuori pane e affettati, e cominciano a preparare dei panini appetitosi. Prima di offrirli, ho il privilegio di innalzare una preghiera in ringraziamento a Dio per i cibi. Forse la prima preghiera pentecostale mai risuonata in questo paesetto? Insieme al panino offriamo una copia del Nuovo Testamento: tutti, dico tutti, grandi e piccoli la ricevono con un ringraziamento. Un centinaio di panini, due per ognuno in media, ovvero cinquanta copie distribuite. Arriva nel frattempo un pullman che dovrebbe trasportare i presenti a circa quattro chilometri di distanza, a Rocca di Mezzo, dove stanno preparando dei pasti. Ma nessuno si muove. Nessuno vuole lasciare le proprie case, il proprio paese. Francesco, con le lacrime agli occhi, ci confessa: Ho lavorato quarant’anni, e adesso? che farò? Come faremo? Lo invito a confidare nel Signore, a leggere la Sua santa Parola. Salutiamo i nostri amici con affetto. Una signora ci abbraccia: siete degli angeli, Dio vi ha mandati. Sì, ci ha mandati davvero Lui! Dio ti benedica, diciamo; Dio lo faccia! È la risposta di tutti... Dev’essere un modo di dire del paese. Signore, davvero, benedici Terranera, imbianca questa terra e questi cuori con la tua grazia! Discendiamo verso l’Aquila. Arrivati ad un tornante, scorgiamo dall’alto un altro paesino dove c’è un campo con tante tende blu perfettamente allineate. Decidiamo di recarci là a chiedere se hanno necessità di qualcosa. All’ingresso del campo di San Martino d’Ocre, il responsabile ci ferma. Ci riconoscono dagli stemmi ADI sui pulmini. Abbiamo di tutto, cibo e ogni cosa, elettricità e cucina. Bè, c’è qualcosa che non avete: possiamo distribuire dei Vangeli? E dei palloncini per i bambini? OK, ma solo due di voi. Alla fine entriamo in tre. La gente sta mangiando, sono circa le due del pomeriggio, nel nostro rapido e intenso muoverci abbiamo un po’ perso la cognizione del tempo. Distribuiamo la Parola nella sala mensa. Molti la ricevono con piacere, in particolare una volontaria lo accoglie con un gran sorriso: Grazie! Torniamo al campo base alle 15 circa. Siamo stanchi, ma felici. Abbiamo distribuito circa cento copie del Nuovo Testamento, più praticamente tutto il materiale portato da Roma. I fratelli e le sorelle ci accolgono con un caffè caldo. Alle 17 c’è il culto. È bello sapere che tutti i giorni i fratelli si stringono insieme per lodare il Signore, approfittandone per evangelizzare i molti curiosi che si affacciano alla tenda per avere qualcosa. Il gruppo romano improvvisa una piccola corale e canta Con tutto il cuore Gesù ti adoro, qualche testimonianza, e poi la parola predicata dal Pastore Caruso con grande efficacia e consolazione per tutti i presenti. Alla fine il fratello Vella esorta i presenti ancora non pronti per il ritorno di Gesù ad aprire il loro cuore alla salvezza. La presenza del Signore è tangibile. Siamo tutti commossi. Il culto è finito, è il momento del commiato. Non vorremmo staccarci da quei cari, dignitosi e coraggiosi fratelli. Il pensiero di tornare alle nostre comode case, mentre tutti quelli che abbiamo incontrato durante questa intensa giornata dormiranno sotto delle tende di fortuna, senza riscaldamento… ci reca un po’ di tristezza. La preghiera risuona più forte: Signore, manda un risveglio, salva, Signore, opera, glorificati a L’Aquila e dintorni, nel nome di Gesù! Abbiamo preso un impegno: ritorneremo. Visiteremo di nuovo L’Aquila e questi paesini per portare l’Evangelo di Gesù. Per la chiesa dell’Olgiata, Alberto MungaiUltimo aggiornamento: 15-04-2009 12:02
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